LE INTERFERENZE

Una delle più interessanti novità introdotte nell'ormai lontano 2008 dal Testo Unico della Sicurezza (D.Lgs 81/2008) riguarda l'obbligo statuito dall'Art. 26 di analizzare e conseguentemente regolarizzare le INTERFERENZE. Molto spesso però non è chiaro se le previsioni dell'Art. 26 debbano essere seguite

quando le lavorazioni avvengono nell'ambito di un cantiere.

Sia il DUVRI sia il PSC sono strumenti di pianificazione volti ad eliminare o ridurre i rischi di interferenza tra imprese e/o lavoratori che operano in appalto. Ma mentre gli obblighi dell’art. 26 del DLgs 81/08 (e quindi anche il DUVRI) si applicano a tutti i lavori in appalto nei quali esista un datore di lavoro committente, il PSC si applica esclusivamente ai lavori edili e di genio civile nei quali sia prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese esecutrici.
Il legislatore ha definito il casi di esenzione di alcuni obblighi contenuti nell’art. 26 nei casi esplicitamente definiti dall’art. 96. In particolare il secondo comma dell’art. 96, stabilisce che “
L'accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100, nonché la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento alle disposizioni di cui all'articolo 17 comma 1, lettera a), all’articolo 26, commi 1, lettera b), 2, 3, e 5, e all’articolo 29, comma 3”.
Dall’analisi di tale norma si evince chiaramente che nei casi indicati, e limitatamente al singolo cantiere, gli obblighi dell’articolo 26 comma 1 lettera b (fornire dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente), 26, comma 2 (cooperazione e coordinamento), 26, comma 3 (DUVRI) e 26 comma 5 (indicazione nei contratti di appalto dei costi per la sicurezza) si intendono automaticamente assolti.
Tale previsione ha fatto erroneamente affermare che nel caso in cui esista il PSC non è obbligatorio il DUVRI. Non è sempre così.
Si ritiene che la deroga di cui all’ art 96, comma 2, operi esclusivamente nel caso in cui le imprese interessate svolgano lavori edili per i quali deve essere accettato il PSC e redatto il POS. Quando i rischi di interferenza invece riguardano anche altre imprese ed altri lavoratori che non hanno la possibilità di accettare il PSC e redigere il POS (perchè ad esempio non svolgono lavori edili), gli obblighi dell’art. 26 non risultano automaticamente adempiuti.
Si prenda ad esempio il caso in cui un datore di lavoro appalti lavori edili , da eseguirsi all’interno della propria impresa, ad una impresa appaltatrice ed autorizzi il subappalto ad una seconda impresa. Trattandosi di lavori edili, con presenza di due imprese, occorrerà incaricare un coordinatore per la sicurezza che dovrà redigere il PSC ed entrambe le imprese esecutrici dovranno redigere il loro POS. Le due imprese edili accettando il PSC e redigendo il POS potranno ovviamente invocare l’applicazione dell’art. 96, comma 2, ma l’impresa del committente (e le eventuali altre imprese non edili che operano in appalto) non ha possibilità di accettare il PSC ne di redigere un POS e quindi non potendo invocare la norma contenuta nell’art. 96, comma 2, dovrà applicare gli obblighi dell’art. 26.  Nel caso ipotizzato è  possibile immaginare che vi siano rischi di interferenza tra le attività del committente e quella delle imprese edili, ma  in molti casi questi rischi di interferenza potrebbero esulare dalle competenze e dalla responsabilità del Coordinatore per la sicurezza. Dunque in questo caso si dovranno avere due documenti di pianificazione: il DUVRI e il PSC e sarà quindi opportuno che gli estensori di tali documenti (datore di lavoro committente e coordinatore per la sicurezza) operino in stretta collaborazione.
Solo in questo modo può essere garantita la sicurezza relativa ai rischi di interferenza derivanti dall’esistenza di lavori edili e non edili (il committente potrebbe avere altre imprese non edili che operano in appalto) nello stesso contesto lavorativo.
Resta ovviamente la possibilità di trovare soluzione al problema confinando l’attività edile e quella non edile in modo da evitare rischi di interferenza, ma non sempre questa soluzione risulta possibile (si pensi anche solo alle aree comuni di accesso o di manovra).
Ancora più evidente è il caso previsto dall’art. 26, comma 3 ter del DLgs 81/08 che stabilisce che
"Nei casi in cui il contratto sia affidato dai soggetti di cui all’articolo 3, comma 34, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, o in tutti i casi in cui il datore di lavoro non coincide con il committente, il soggetto che affida il contratto redige il documento di valutazione dei rischi da interferenze recante una valutazione ricognitiva dei rischi standard relativi alla tipologia della prestazione che potrebbero potenzialmente derivare dall’esecuzione del contratto. Il soggetto presso il quale deve essere eseguito il contratto, prima dell’inizio dell’esecuzione, integra il predetto documento riferendolo ai rischi specifici da interferenza presenti nei luoghi in cui verrà espletato l’appalto; l’integrazione, sottoscritta per accettazione dall’esecutore, integra gli atti contrattuali”.
Non è un caso, a nostro avviso, che l’articolo 96, comma 2, non faccia cenno al comma 3 ter, e quindi di fatto non ritenga mai assolto tale obbligo con la redazione di PSC e POS. D’altra parte in questo caso si inserisce un terzo soggetto (Il soggetto presso il quale deve essere eseguito il contratto) che non alcun rapporto con PSC e POS. Si pensi ad esempio agli interventi di manutenzione edile realizzati nelle scuole ma commissionati da Province o Comuni. In che modo la redazione del PSC e la redazione dei POS da parte delle imprese esecutrici potrebbe inserirsi nella pianificazione delle misure di prevenzione della scuola che non ha alcuna parte nel processo di elaborazione di tali documenti ?
Dunque anche in questo caso accanto al POS ed al PSC dovrà essere redatto il DUVRI “ricognitivo” da parte della stazione appaltante e lo stesso dovrà essere integrato dal datore di lavoro della scuola, ed anche in questo caso sarà quantomeno opportuno che gli estensori di tali documenti operino in stretta collaborazione.